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Sacro Cuore di Maria: la preghiera al centro

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«Priorità alla Parola di Dio, alla liturgia, alla carità, che non è solo un ‘fatto’ individuale ma richiede l’attenzione e il coinvolgimento di tutta la comunità». Queste, secondo il parroco fr. Jean Marcel Tefnin, le peculiarità del Sacro Cuore di Maria, comunità «piccola» (appena 6.000 residenti) ma ricca di iniziative in via Campana, nella parte di San Salvario al di là di corso Marconi. A reggere la parrocchia i tre membri della Fraternità dei monaci apostolici diocesani (insieme al parroco sono presenti a San Salvario anche fr. Guido Bolgiani Cambiano e fr. Silvio Grosso), esperienza di vita religiosa cittadina nata a Torino alla metà degli anni Novanta.

«L’esperienza dei monaci diocesani e apostolici, che riconoscono come loro superiore il Vescovo e sono dediti in modo prioritario all’apostolato nelle parrocchie, ha radici antichissime, risalenti alla vita ed all’insegnamento dei Padri della Chiesa (come Sant’Agostino), anche se, dopo diversi secoli, è stata ‘riscoperta’ nel Novecento sulla scia del Concilio Vaticano II – racconta il parroco – Dopo un periodo di attività presso le parrocchie dell’Annunziata e della Trasfigurazione, sette anni fa l’allora arcivescovo Poletto ritenne importante una presenza monastica in un quartiere dove convivono fedi ed etnie diverse come San Salvario».

La presenza dei monaci diocesani al Sacro Cuore di Maria ha lasciato la sua traccia forse più evidente nell’esperienza di Casa Morgari. Nata nel 2010 come espressione della Parrocchia, l’associazione (attraverso il progetto «Cerca la vita») si avvale del contributo di specialisti di esperienza internazionale per attivare periodicamente cicli di incontri e laboratori di vario genere che offrono ai malati oncologici e ai loro familiari «un sostegno umano, psicologico e spirituale continuativo».

Non manca, inoltre, l’azione di accompagnamento anche alle situazioni di vulnerabilità sociale presenti sul territorio (progetto «Sulla soglia»). «Casa Morgari è una manifestazione della carità cristiana ed è diretta espressione dell’attenzione alla Parola di Dio» conclude il parroco. Quella stessa attenzione che si concretizza, nella comunità parrocchiale, anche nella celebrazione quotidiana comunitaria della Liturgia delle Ore.

Francesco CISSELLO

Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 17 maggio 2015