Di seguito il calendario delle celebrazioni presiedute dal card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, a Torino nella Settimana Santa 2026:
- 29 marzo 2026: domenica delle Palme: “Passione del Signore”
– ore 10.30: S. Messa presieduta dal card. Repole presso la Cattedrale di Torino (TESTO DELL’OMELIA – FOTOGALLERY) - 2 aprile 2026: Giovedì Santo
– ore 9.30: S. Messa Crismale presieduta dal card. Repole con la benedizione papale presso il Santo Volto di Torino (TESTO DELL’OMELIA – FOTOGALLERY)
– ore 18.00: S. Messa della “Cena del Signore” presso la Cattedrale di Torino, con il rito della lavanda dei piedi a 12 catecumeni (TESTO DELL’OMELIA – FOTOGALLERY) - 3 aprile 2026: Venerdì Santo – “Passione del Signore”
– ore 18.00: liturgia presieduta dal card. Repole presso la Cattedrale di Torino (TESTO DELL’OMELIA – FOTOGALLERY)
– ore 21.00: Via Crucis del Venerdì Santo per le strade del centro città guidata dal card. Repole (TESTO DELLA VIA CRUCIS – RIFLESSIONE FINALE del card. Repole)
Il percorso partiva da piazza della Consolata e prosegue lungo via della Consolata, per poi attraversare piazza Savoia e continuare su via Garibaldi. Da qui, la processione si è diretta verso via XX Settembre, concludendosi presso la Cattedrale. Lungo il tragitto sono state fatte diverse soste in luoghi simbolici della città: dal piazzale della Consolata, passando per piazza Savoia e i sagrati delle chiese di San Dalmazzo, dei Santi Martiri e della Santissima Trinità, fino ad arrivare al sagrato e poi all’interno della Cattedrale - 4 aprile 2026: Sabato Santo
– ore 21.00: Veglia pasquale e S. Messa presieduta dal card. Repole presso la Cattedrale di Torino (TESTO DELL’OMELIA – FOTOGALLERY)
Come ogni anno, nella Veglia pasquale i catecumeni che hanno completato il percorso di preparazione biennale, hanno ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana: 24 erano in Cattedrale; altri 29 hanno ricevuto i sacramenti nelle parrocchie in cui sono inseriti. Dei 53 eletti quest’anno: 24 sono uomini e 29 donne, 22 stranieri e 31 italiani, 2 sono detenuti; i giovani sono 38 e , tra questi, un bimbo con il suo papà. - 5 aprile 2026: Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore
– ore 10.30: S. Messa nella Cattedrale di Torino presieduta dal vescovo ausiliare mons. Alessandro Giraudo (TESTO DELL’OMELIA). Il card. Repole ha celebrato contemporaneamente nella Cattedrale di Susa.
I testi delle omelie, pubblicati via via, sono tutti disponibili nella “sez. Documenti dell’Arcivescovo”
CONCERTI CAMPANARI E SONATE DELLE CAMPANE
Domenica 5 aprile 2026, per la solennità della Santa Pasqua, in diversi campanili di Torino e Gassino Torinese, il gruppo CampaneTo-Amici della Sacra ha organizzato cinque concerti campanari.
Il programma prevedeva i seguenti appuntamenti:
- ore 11.55, Torino: campanile del Faà di Bruno
- ore 12.00, Torino: campanile di Maria Ausiliatrice
- ore 12.00, Torino: campanile di Maria Regina della Pace
- ore 17.00, Gassino: campanile di frazione Bussolino
- ore 18.15, Gassino: campanile di frazione Bardassano
Per informazioni è possibile consultare i siti https://www.amicidellasacra.it/ o https://campanetor.wordpress.com/.
Il suono delle campane, spiegano gli organizzatori, «è il più emblematico e caratteristico tra gli annunci pasquali: voce argentina e solenne che dall’alto dei campanili annuncia la gioia del Cristo Risorto». Durante la settimana santa l’uso dei sacri bronzi segue disposizioni precise: la domenica delle Palme si suona a “baudetta” e a distesa per accompagnare la processione con i rami di ulivo, il giovedì santo le campane a festa invitano i fedeli alla funzione della Messa “in Coena Domini” e al canto del “Gloria” suonano la distesa completa per l’ultima volta prima del silenzio dei due giorni successivi. Infatti l’usanza di far tacere le campane il venerdì e il sabato santo «è uno di quei segni carichi di mistero e bellezza liturgica che aiutano a vivere intensamente il Mistero pasquale. Non è solo un’antica tradizione ma un potente riferimento al temporaneo silenzio di Dio in cui si nasconde la gloriosa vittoria della Resurrezione». In diverse realtà è ancora ricorrente “legare le campane”: le corde utilizzate per il suono dei bronzi vengono letteralmente annodate affinché questi ultimi non possano suonare per nessun motivo. In loro sostituzione sono adoperati rudimentali strumenti lignei quali “raganelle”, “batole”, “cantarane” e “crepitacoli” che con il loro suono breve e secco originato dalla rotazione di una lamina flessibile che viene raschiata da una ruota dentata fissata su un manico segnalano l’angelus e l’azione liturgica dell’adorazione della croce.
Il suono delle campane la notte del sabato santo è il segno del trionfo di Cristo sulle tenebre della morte, simbolo di rottura con l’oscurità del venerdì e del sabato santo. Durante la veglia pasquale, dopo le letture dell’Antico Testamento, quando il sacerdote intona il “Gloria in excelsis”, tutte le campane del campanile vengono “slegate” e suonate a distesa. E il lieto annuncio della Resurrezione risuona solenne dalle torri campanarie il giorno di Pasqua e nei cinquanta giorni successivi con i carillon del Regina Coeli e degli inni tipici del tempo pasquale: “Nei cieli un grido risuonò”, “Christus vincit”, “Cristo è risorto, Alleluia!”, “Cristo nostra Pasqua”.
IL “COMPIANTO DI CHIVASSO” IN MOSTRA AL MUSEO DIOCESANO
Dal 28 marzo 2026, al Museo Diocesano di Torino (piazza San Giovanni), è esposta «La passione di Cristo in teatro: il compianto quattrocentesco di Chivasso», dedicata a uno dei gruppi scultorei più intensi della devozione tardomedievale del territorio (FOTOGALLERY).
Il Compianto di Chivasso, realizzato nel Quattrocento, raffigura il dolore delle figure raccolte attorno al Cristo deposto, con una straordinaria forza espressiva. Il recente restauro ha restituito leggibilità alle superfici e alla policromia delle statue, permettendo di apprezzarne nuovamente la qualità artistica e narrativa.
Per accogliere il gruppo scultoreo, il Museo ha realizzato un suggestivo allestimento scenografico che richiama il legame tra queste opere e le antiche rappresentazioni sacre della Passione: un allestimento pensato per restituire al pubblico il carattere originario di racconto visivo e partecipato della scena evangelica.
ORARI MOSTRA:
- venerdì-sabato-domenica ore 10-18
- giovedì ore 10-18 per gruppi e scolaresche su prenotazione
Per informazioni è possibile scrivere a museodiocesano@diocesi.to.it

