Benvenuti nel sito della Chiesa Cattolica di Torino

Seguici su
Facebooktwitterrssyoutubeinstagrammail
16 Ottobre 2013

Una «rete» contro la crisi

Facebooktwitterpinterestmail
Di fronte alla crisi non tutti sono uguali, neanche nella stessa città. Mentre i dipendenti delle grandi industrie (da Viberti a Fiat Mirafiori) e le loro famiglie sono più colpiti dalla perdita del lavoro, altri reggono un po’ meglio, impegnati nelle aziende medie e piccole che, pur risentendo della stagnazione, riescono a tenere e – forse – a vedere l’uscita dal tunnel. Accade a Nichelino, dove anche la geografia dei quartieri si disegna sulla base di difficoltà economiche e sociali crescenti e dove le parrocchie (tutte, comunque) sono in prima linea per offrire sostegno di ogni tipo. Alcune parrocchie vivono realtà comunitarie consolidate, dove si conoscono bisogni e risorse. In quelle di costituzione più recente vale sempre il principio che proprio i poveri sono, sovente, più generosi dei benestanti…
 
Anche perché il nuovo «fronte», la difficoltà vera e strutturale, si sta aprendo solo ora, ed è quella della casa. Sta aumentando pericolosamente il numero di famiglie che non sono più in grado di pagare l’affitto e che non trovano soluzioni alternative accettabili. Se si apre la «voragine» delle rate di mutuo non pagate, che succederà? Già da qualche mese le parrocchie assistono 5 famiglie che vivono nell’automobile, perché non hanno più né lavoro né casa. Ora si cerca – in collaborazione con il Comune – di avviare iniziative e risorse per mettere a disposizione alloggi sfitti (che ci sono), facendo riferimento alle esperienze già presenti, per esempio, a Torino (Lo.Ca.Re e altro) che garantiscano anche ai proprietari condizioni mediamente sicure di locazione. Un’altra idea su cui si lavora è quella di individuare «alloggi di emergenza» utilizzabili a rotazione per i casi più gravi.
 
La situazione rischia di diventare particolarmente grave nei quartieri di case popolari, dove a redditi familiari già non elevati si mescolano altre problematiche sociali: le comunità cristiane segnalano – come accade un po’ ovunque – un incremento preoccupante del gioco d’azzardo e delle scommesse: la via infelice di chi cerca «la fortuna» perché non ha più altre risorse, né materiali né culturali. E anche la droga continua ad essere una problematica ben presente sul territorio.
 
La Chiesa «risponde» con un impegno educativo a tutto campo, dalle scuole alla formazione giovanile, alle iniziative di accompagnamento. A Nichelino le parrocchie sono una realtà consolidata e «collaudata», capace di presentarsi unita nel confronto con l’amministrazione pubblica e nella gestione dei servizi. Ciò avviene anche grazie a una presenza di ormai molti decenni nel mondo dei mass media: «Nichelino Comunità», il mensile della comunità cristiana, viene distribuito gratuitamente e raggiunge tutte le famiglie del territorio; la radio, con lo stesso nome, è un’emittente conosciuta e diffusa anche su Torino e nel resto della diocesi.
 
La lunga collaborazione con Comune e servizi sociali diventa ora particolarmente necessaria proprio perché nessuna istituzione, da sola, è in grado di far fronte alle esigenze. E i parroci avvertono: la «soglia» della crisi continua a salire, comincia a toccare non solo gli stranieri, gli anziani e le fasce deboli italiane, ma anche quelle famiglie «normali» che fino a ieri erano tra le più generose nel fornire aiuto – in denaro, tempo, generi alimentari, servizi di volontariato.
 
In questi ultimi anni il tema dell’«accompagnamento al lavoro» è diventato dominante, sia per l’aumento della richiesta sia perché è cresciuta la collaborazione con l’Engim (ente di formazione professionale dei Giuseppini del Murialdo) e con le iniziative della Pastorale sociale e del Lavoro diocesana. In sintonia con il Comune si sono avviati servizi che non sono di «collocamento» ma che puntano piuttosto a ricostruire una «personalità sociale» di chi cerca lavoro, facendo rete su opportunità e risorse disponibili.
 
Oltre che sull’avviamento professionale l’offerta delle comunità cristiane per i giovani è molto ampia e articolata, dai campi estivi alle società sportive. Ma di questi tempi, osservano i parroci, il lavoro educativo è reso più difficile dai rapidi cambiamenti delle tecnologie di comunicazione che incidono, soprattutto, sul «costume» e le abitudini dei giovani: di fronte alle seduzioni della Rete diventa più difficile proporre percorsi di generosità personale, di servizio, di testimonianza. Difficile ma, naturalmente, non impossibile. «Anche perché – dicono – quando si riesce a forare il muro virtuale, si scoprono persone che hanno voglia di spendersi e di scommettere su se stessi e sulle relazioni forti e autentiche».
 
Come in altre Unità pastorali che coincidono con il territorio cittadino, l’affiatamento tra i preti e le comunità parrocchiali di Nichelino è maturato già da molto tempo. Oltre ai mass media e alla catechesi, le attività caritative sono coordinate e gestite in modo «interparrocchiale», e anche negli altri settori il lavoro comune è stato avviato da tempo. Tutti i preti dell’Unità si ritrovano regolarmente ogni mercoledì per «mettere insieme» preghiera, il pasto, i problemi e le iniziative comuni.
Marco BONATTI
Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 20 settembre 2013