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Verso Firenze 2015: “Una comunità che abita l’oggi”

Intervento del Vicario generale mons. Valter Danna pubblicato su "La Voce del Popolo" dell''8 marzo 2015
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Il Consiglio pastorale diocesano del 27 febbraio 2015 ha riflettuto sulla Traccia per il cammino verso il 5° Convegno Ecclesiale Nazionale che si terrà a Firenze il prossimo novembre. Più che un documento, la traccia è un testo aperto alla riflessione degli organismi diocesani, delle congregazioni religiose, associazioni e movimenti laicali, degli uffici della Curia e dei vari istituti teologici, dei settimanali diocesani e realtà digitali; ma anche delle parrocchie, a partire dalle concrete esperienze in atto di umanesimo vissuto. Il sito ufficiale (http://www.firenze2015.it/) è ricco di materiali e schede di approfondimento, testimonianze ed esperienze circa il «nuovo umanesimo » che s’ispira alla fede cristiana in Gesù Cristo.

L’avvincente percorso della «Traccia» si snoda attraverso quattro tappe. Anzitutto, troviamo qualche riflessione sulle esperienze di umanesimo in atto nelle nostre Chiese locali. Emerge un ascolto del vissuto concreto, ricco di sfumature e frammenti, che rimanda però all’interiorità della nostra coscienza e a un oltre che ci indirizza alla trascendenza della nostra origine. In secondo luogo, si disegna lo scenario dell’annuncio del Vangelo. Nella complessità delle luci e ombre odierne (precarietà dei legami, crisi economica, guerre, uso improprio della religione per la violenza, immigrazione) si va alla ricerca di senso, studiando i «segni dei tempi», le varie proposte di umanesimo, per entrare in un dialogo che apra delle porte alla proposta cristiana sull’uomo: sull’umano è possibile trovare punti di contatto, pur nel rispetto delle diversità di riferimenti culturali, filosofici e religiosi.

A questo punto, la Traccia illustra quale senso abbia quell’«in Gesù Cristo» del titolo del Convegno. Il cuore dell’annuncio cristiano, che esprime «le ragioni della nostra speranza», è la persona di Gesù nella sua piena umanità: in essa Dio supera ogni distanza e raggiunge ogni uomo attraverso la cura degli altri, la preghiera al Padre così come Gesù ci ha insegnato e ha fatto nella vita, nei suoi incontri con tutte le categorie di persone, con la sua sofferenza e la sua morte. Tutto ciò quali conseguenze ha per la nostra azione pastorale?

Ecco la parte finale che, sulla scia di Papa Francesco, propone un discernimento. Esso sta alla base dell’impegno e della responsabilità della Chiesa come popolo di Dio: una Chiesa in uscita che abita il quotidiano delle persone, una Chiesa gioiosa che scopre e porta la misericordia divina, una Chiesa missionaria che mette al centro la persona. I luoghi dell’umano, che vogliamo condividere per annunciare il Vangelo, diventano oggi delle frontiere, linee d’incontro/ scontro tra differenti culture e visioni del mondo (su famiglia, educazione e scuola, creato, città, lavoro, povertà ed emarginazione, universo digitale e rete).

La «Traccia» propone delle vie che si rifanno ai cinque ambiti di Verona, ma accentuano il dinamismo dell’azione. Esse sorgono da quello che ha detto Papa Francesco ai vescovi italiani nel maggio 2014: «Andate incontro a chiunque chieda ragione della speranza che è in voi: accoglietene la cultura, porgetegli con rispetto la memoria della fede e la compagnia della Chiesa, quindi i segni della fraternità, della gratitudine e della solidarietà».

Ecco, allora, i cinque verbi evocativi: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. Tra le cinque vie, la prima e l’ultima sono strettamente congiunte: si esce per prendere parte al vissuto delle persone e per testimoniare che c’è un «di più» di senso nella vita che nessun programma e sforzo dell’uomo potrà mai garantire pienamente, se non aprendosi al mistero di Dio manifestato in Gesù Cristo. Le cinque vie verso l’umanità nuova sono stimoli a lavorare in profondità, sugli atteggiamenti interiori, espressi nel testo da una serie di domande.

Nell’intervista ad «Avvenire» del 18 febbraio scorso, il nostro Arcivescovo ha ricordato che quello di Firenze sarà un Convegno diverso, rispetto agli altri appuntamenti decennali che lo hanno preceduto. Più corale, poiché tutti i 2.300 delegati devono poter prendere la parola nei moltissimi gruppi di lavoro, e con una sola voce «solista», quella del Papa, il cui intervento di fatto darà il tono al lavoro dei convegnisti.

Mons. Valter Danna

Vicario Generale

(Testo tratto da «La Voce del Popolo» dell’8 marzo 2015)

Per approfondimenti vedere la sezione speciale «Verso Firenze 2015» con tutti gli inserti a cura del settimanale diocesano «La Voce del Popolo»