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Collegno festeggia San Massimo con mons. Nosiglia e ricorda la preghiera dell’inizio pandemia

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giovedì 25 Giugno

Collegno in preghiera e grata giovedì 25 giugno 2020, festa di san Massimo alla cui protezione la città si è da sempre affidata nei periodi difficili. Gratitudine, ma anche festa perché il Vescovo mons. Nosiglia ha accolto l’invito del parroco di San Massimo a visitare la comunità e a condividere la preghiera nella cripta del Santo dove lo scorso 19 aprile era stata accesa una lampada votiva. «Per otto giorni consecutivi», aveva scritto a mons. Nosiglia don Claudio Campa, parroco di San Massimo, «mantenendo le norme di sicurezza ci siamo alternati, parroci e amministratori e abbiamo acceso una lanterna simbolo della città di Collegno, recitando la sua preghiera ‘chiedete e vi sarà dato’ e da ultimo abbiamo deposto una lapide commemorativa nella nostra cripta. L’iniziativa di preghiera ha coinvolto tutte famiglie da casa ed è stata sostenuta da alcuni anche monasteri. I tempi sono cambiati, ma in queste difficilissime settimane, oggi come ieri, chiediamo la benedizione di Dio sul mondo intero, la chiediamo insieme alla Beata Vergine Consolata e Madonna dei Poveri, con San Massimo, San Lorenzo, San Giuseppe, Santa Chiara e al Sacro Cuore di Gesù con la sua patrona Madonna della Mercede, ci rivolgiamo a Gesù Maestro, San Martino e Santa Elisabetta, contemplando con devozione la Santa Croce e la cara Madonnina. Sono questi i luoghi di preghiera sul nostro territorio». Così aveva descritto don Campa l’iniziativa del 19 aprile ed espresso il desiderio che nel giorno della festa, giovedì 25 il Vescovo potesse accompagnare con la prehiera il nuovo momento organizzato anche con la comunità ortodossa rumena di Collegno, fermandosi a vistare la parrocchia.

«Era stato davvero un momento di fraternità e di comunione», aveva proseguito don Campa, «abbiamo portato nel- la nostra preghiera anche alcune persone malate di Covid-19 che si sono collegate via web. Pregare è caricarsi del peso degli altri. Come digiunare vuol dire far memoria della fame degli altri. Vogliamo pregare ogni giorno per un mondo che soffre di pandemia, con un coro di voci e di gesti, in un fecondo contagio d’amore».

Ed ecco che l’Arcivescovo ha accolto l’invito e il 25 giugno alle 18.30 si recherà a San Massimo. Sarà presente nel giorno che è anche il 4° anniversario della firma della Carta di San Massimo. Carta che unisce comunità parrocchiali di tutta l’Unità pastorale ed amministrazione nell’impegno a realizzare il bene comune dei Collegnesi. Bene comune che oggi è più che mai il desiderio di una ripartenza, di un risollevarsi dalla crisi economica che il Covid ha generato, dal peso dei lutti e delle sofferenze di tanti, ancora una volta sotto la protezione di San Massimo che già nel 1854, «quando nel borgo di Collegno scoppiò il colera, fu invocato ed esaudì le preghiere dei fedeli.

Federica BELLO

(Testo tratto da «La Voce E il Tempo» del 21 giugno 2020)

25/06/2020 18:30
25/06/2020 20:00
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