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13 Settembre 2019

Il beato cottolenghino Francesco Paleari torna a Pogliano Milanese

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sabato 14 Settembre

Nell’80° anniversario della morte, l’urna con le spoglie del beato Francesco Paleari, sacerdote cottolenghino, sabato 14 settembre 2019 compirà una peregrinazione dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino a Pogliano Milanese, città natale. Il corpo del beato rimarrà esposto alla venerazione dei fedeli presso la chiesa parrocchiale del Comune lombardo fino al 18 settembre. Alle diverse celebrazioni prenderanno parte anche il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice e l’Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini.

 

Il programma

  • Sabato 14 settembre l’urna del beato Paleari nel primo pomeriggio partirà dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino. Dopo una breve sosta presso la chiesa di Santa Rita in località Bettolino, alle 16 sarà accolta sul sagrato del santuario Madonna dell’Aiuto a Pogliano Milanese dove il beato fu battezzato e dove celebrò la sua prima Messa. Seguirà poi il corteo verso la chiesa parrocchiale che passerà per la casa nativa in via Mons. Paleari. Alle 17.30 si celebrerà la Messa con le spoglie del beato e alle 21 è in programma una veglia di preghiera per i ragazzi e i giovani che rimarranno a dormire in tenda nel cortile dell’oratorio San Luigi per la notte «Beati sotto le stelle».
  • Domenica 15 settembre alle 10.30 il padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza don Carmine Arice presiederà la Messa solenne nella festa della Comunità pastorale «Beato Francesco Paleari». Alle 18 saranno celebrati i Vespri solenni. Alle 19.30 presso l’oratorio San Luigi avrà luogo una cena comunitaria aperta a tutti a cui alle 21 seguirà lo spettacolo musicale «Benedetti, beati» a cura di don Stefano Colombo e la sua band.
  • Lunedì 16 settembre si terranno alle 8 la Messa, alle 16 un momento di preghiera per gli ammalati, alle 18 il Rosario meditato e alle 21 una Veglia di preghiera per gli adolescenti del Decanato Villoresi presieduta da mons. Ennio Apeciti, responsabile delle Cause dei Santi per la Diocesi di Milano.
  • Martedì 17 settembre avranno luogo alle 8 la Messa, alle 10 la preghiera dell’Ora Media con i preti del Decanato Villoresi, alle 17 un momento di preghiera per i bambini e i ragazzi delle elementari e delle medie. Alle 21 l’Arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini presiederà la Messa solenne.
  • Mercoledì 18 settembre, memoria liturgia del beato Paleari, alle 8 verrà celebrata la Messa e alle 14.30 si terrà una preghiera animata dal gruppo «beato don Franceschino». Alle 18.30 il vicario episcopale di zona mons. Luca Raimondi presiederà la Messa conclusiva della peregrinazione con i preti nativi e quelli che hanno esercitato il ministero nella comunità pastorale a cui alle 20 seguirà la cena comunitaria presso l’oratorio San Luigi.

 

Don Paleari, «il primo sacerdote cottolenghino beato»

Don Francesco Paleari nacque a Pogliano Milanese il 22 ottobre 1863. Il 6 gennaio 1877 venne accolto nella Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino da padre Luigi Anglesio, primo successore del santo Cottolengo.

L’8 gennaio 1877 entrò nel Seminario della Piccola Casa di Torino che, posto sotto la protezione di san Tommaso d’Aquino (veniva chiamato «Famiglia dei Tommasini»), accoglieva aspiranti al sacerdozio privi di mezzi economici. Si iscrisse al Terz’Ordine Francescano fin dai primi anni del suo chiericato. Ordinato sacerdote il 18 settembre 1886 dall’Arcivescovo di Torino cardinale Gaetano Alimonda, entrò a far parte della «Congregazione dei preti della Santissima Trinità» fondata dal Cottolengo per il servizio dei poveri, dei malati e dei sofferenti, ai quai si donò per tutta la vita nel ministero pastorale.

 

Fin da giovane fu insegnante di latino e filosofia nel Seminario della Piccola Casa e presso i Missionari della Consolata, fondati dal beato Giuseppe Allamano di cui fu consigliere e collaboratore. Conosciute le sue doti umane e spirituali, per don Paleari arrivarono presto dall’Arcidiocesi di Torino richieste di nuovi incarichi. Per più di 40 anni fu confessore e direttore spirituale del Seminario diocesano, predicatore di Esercizi spirituali al clero, ai religiosi, religiose e fedeli fuori e dentro la Piccola Casa. Fu anche provicario generale e vicario per la vita consacrata dell’Arcidiocesi torinese.

 

Un uomo buono e sorridente, il suo sguardo inconfondibile fu il segno distintivo della sua bontà, che lo fece amare da tutti. Quanti l’avvicinavano non finivano di stupirsi della mole incredibile di lavoro, che con una calma veramente inalterabile riusciva a smaltire. Accettava incarichi, lavori ingrati, impegni straordinari, a volte pesi eccessivi per le sue spalle e tutto con la semplicità di un «servizio dovuto».

 

Nel 1936 ebbe frequenti crisi cardiache che lo costrinsero ad una inattività assoluta; inchiodato alla sua croce dalla malattia, visse un martirio del cuore e una lenta agonia della sua lucida e viva mente. Con le lacrime agli occhi, a chi lo avvicinava raccontava come avesse imparato da Cristo crocifisso, un altro sguardo sulla vita: “Noi dobbiamo essere nelle mani di Dio, come una palla nelle mani di un bambino che gioca. Quanto più forte la palla viene buttata a terra, tanto più rimbalza in alto!”.

 

Morì il 7 maggio 1939. Per due giorni fu incessante la fila di gente che transitò in processione di fronte alla sua salma esposta nell’atrio della Piccola Casa. Una fama di santità che portò in breve all’apertura del processo di beatificazione, l’11 giugno 1947. Fu dichiarato venerabile il 6 aprile 1998 e il 10 dicembre 2010 fu approvato il miracolo ottenuto per sua intercessione. Venne proclamato Beato il 17 settembre 2011, la sua memoria liturgica viene celebrata il 18 settembre.

Ulteriori info: www.cottolengo.org

14/09/2019 00:00
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