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2 Luglio 2020

«La Terra sfregiata. Conversazioni su vero e falso ambientalismo», in libreria nuovo libro edito dal Gruppo Abele

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mercoledì 1 Luglio

«Persone che soffrono e muoiono. Interi ecosistemi al collasso. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E voi parlate solo di soldi e delle favole dell’eterna crescita economica. Come osate?» Greta Thunberg, discorso al Climate action summit, New York, 23 settembre 2019.

Da mercoledì 1 luglio 2020 è in libreria «La Terra sfregiata. Conversazioni su vero e falso ambientalismo» (ed. Gruppo Abele), di Luca Mercalli e Daniele Pepino.

È un libro-intervista, una conversazione a tutto tondo sui temi dell’ambiente, dell’ecologia e dell’economia, da sempre estremamente connessi fra loro.

La premessa è chiara, anche se forse poco rassicurante: «Non possiamo tornare indietro, possiamo soltanto cercare di contenere il danno, di evitare lo scenario peggiore». Ma che significa? Il paradigma dell’economia capitalistica attuale è quello della crescita infinita: affidandosi alle risorse presenti e alle tecnologie in continua evoluzione, lo scopo è creare sempre più profitto. Tuttavia già nel 1972 il Club di Roma pubblicò il Rapporto sui limiti della crescita, che denunciava l’insostenibilità di una crescita infinita in un mondo limitato come il nostro.

Le conferenze e gli accordi internazionali che si sono susseguiti in questi cinquant’anni, però, non hanno impedito il peggioramento dello stato di salute del pianeta. Anzi. «Se si continua così, senza una svolta radicale e immediata nelle politiche e nei comportamenti individuali, questo mondo è destinato a implodere»

Lo dimostrano i fenomeni climatici sempre più estremi, le temperature in crescita, la scomparsa degli ecosistemi che ci mette a contatto con microrganismi patogeni finora sconosciuti: se l’ambiente è malato ci ammaleremo anche noi.

 

Nasce da questa riflessione la conversazione fra il climatologo Luca Mercalli e Daniele Pepino, attivista sui temi ambientali. Domande e risposte sulle conseguenze sociali, economiche e culturali dei cambiamenti climatici sull’intera umanità.

Cosa succederà quando milioni di persone saranno costrette a spostarsi da luoghi dove la vita non è più possibile, generando un flusso migratorio che non può essere governato? E a cosa serve l’ambientalismo di facciata delle grandi multinazionali – inquinatrici e responsabili di guerre, conflitti e disastri ecologici – che col greenwashing cercano solo altri margini di profitto mantenendo nei fatti lo status quo?

La speranza in realtà esiste ancora, ed è quella dello sviluppo di un antropocentrismo di consapevolezza: «Rispettare l’ambiente in cui viviamo proprio perché sappiamo di esserne dipendenti. Se falliamo in questo obiettivo l’umanità scomparirà». Non tutto è perduto, se cambieremo il nostro approccio all’ambiente, all’energia, ai consumi, ai comportamenti dei singoli e delle comunità. Un po’ complicato, forse, ma l’unico modo per usare bene il tempo che ci rimane.

 

Gli autori

Luca Mercalli è un meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico. Presiede la Società Meteorologica Italiana, dirige la rivista Nimbus e si occupa in particolare di ricerca sulla storia del clima e dei ghiacciai delle Alpi. Tra i suoi ultimi libri: Il clima che cambia (Rizzoli, 2019) e Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali (Einaudi, 2020).

Daniele Pepino vive in Alta Val di Susa, dove si occupa delle edizioni Tabor. È autore di Escartoun, la Federazione delle libertà. Itinerari di autonomia, eresia e resistenza nelle Alpi occidentali (con Walter Ferrari, Tabor, 2013). Per Edizioni Gruppo Abele è autore con Serge Latouche di Fine corsa. Intervista su crisi e decrescita (2013).

 

Per info: edizioni@gruppoabele.org, www.edizionigruppoabele.it, tel. 0113859500

 

01/07/2020 00:00
10/07/2020 00:00
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