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«Migrazioni: gli uomini si muovono da sempre», tavola rotonda al Filatoio di Caraglio

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domenica 9 Dicembre

Il tema delle migrazioni è al centro della tavola rotonda che il Filatoio di Caraglio (CN) ospita il 9 dicembre 2018 alle 16:30 via Giacomo Matteotti 40 a Caraglio (CN). L’iniziativa è organizzata nell’ambito di MigrACTION, progetto sostenuto dall’Unione Europea all’interno del programma Interrreg Alcotra Italia-Francia 2014-2020.

 

Tre voci di primo piano, Gianfranco Crua, Marco Revelli, Enrico Calamai, dibattono sul tema della “vocazione umana allo spostamento”, flussi che non vengono spinti dal caso o dalle emozioni, ma che sono guidati da rapporti di potere legati al linguaggio della frontiera e del continuo travaso di forza lavoro. Un fenomeno che ha radici profonde e significati multiformi, che riguarda le comunità oggi in fuga dall’Africa o dal Sudamerica, ma che storicamente fa parte della vita, a volte della sopravvivenza, dei popoli.

 

Calamai, ex diplomatico, attento osservatore delle problematiche nei percorsi migratori verso l’Europa, tratteggerà un quadro delle migrazioni come conseguenza strutturale della situazione seguita alla fine della Guerra Fredda, dell’asimmetria che caratterizza quello che il presidente Bush senior aveva definito nuovo ordine mondiale, dell’affermarsi del neoliberismo.

Il ghetto dell’invisibilità, la forma moderna di sterminio, oggi vera emergenza umanitaria, sarà al centro dell’intervento di Crua: con l’attivista torinese si parlerà dei desaparecidos di Libia, Balcani, Mediterraneo, centro-America…: corpi nelle fosse comuni e nel fondo del mare, che non esistono perché non si vedono. Si percorrerà la storia delle Madri centroamericane e mediterranee che si sono trovate per la prima volta a Città del Messico all’inizio di novembre; la storia della Caravana Migrante honduregna, che il 22 ottobre ha portato almeno 8.000 persone oltre la frontiera sud messicana per camminare ancora verso nord, verso il “maledetto American dream”. Di Crua sarà anche proiettato il documentario “Bon Voyage” di Marc Wilkins, in cui si racconta di due giovani che, mentre stanno godendo di una vacanza in barca a vela nel Mediterraneo, si imbattono in un barcone di rifugiati.

Revelli parlerà dei “Migranti di montagna di ieri, le montagne per i migranti di oggi”.

 

La Tavola Rotonda non a caso è ospitata dal Filatoio di Caraglio testimone di un passato di cui non c’è memoria (la produzione di filati, l’allevamento di bachi da seta) e che fino al 6 gennaio, sempre nell’ambito di MigrACTION, propone il concetto di integrazione tra culture diverse attraverso la mostra: “Le fil du monde. Migrazioni e identità nell’opera di Elizabeth Aro”. Domenica 9 dicembre, dalle ore 15.30, Elizabeth Aro in persona sarà presente al Filatoio per guidare i visitatori nel percorso espositivo.

 

MigrACTION interpreta infatti il tema dell’emigrazione, dell’abbandono e del ritorno attraverso un vasto programma di iniziative, con l’intento finale di incrementare l’attrattività del territorio alpino transfrontaliero attraverso la promozione del percorso un tempo utilizzato da chi emigrava dal Piemonte verso la Francia. Il progetto è promosso dal Comune di Vinadio in partenariato con la Ville de Barcelonnette (Alpes de Haute Provence), la Fondazione Filatoio Rosso, la Fondazione Nuto Revelli onlus (Cuneo) e A.C.T.I. Teatro Indipendente (Torino).

 

La partecipazione alla Tavola Rotonda è gratuita, per info e prenotazioni: tel 0171/610258 – mail info@fondazionefilatoio.it

 

I relatori:

  • Gianfranco Crua, tra i fondatori di Sur, Società Umane Resistenti, ha contribuito alla realizzazione della prima Carovana italiana per i diritti dei migranti, per la dignità e la giustizia ed è tra i fondatori di CarovaneMigranti, per favorire la collaborazione e la solidarietà a supporto delle popolazioni in fuga dalle sponde del Mediterraneo e dall’America Latina
  • Marco Revelli, storico e sociologo, figlio del partigiano e scrittore Nuto Revelli, è attento indagatore delle dinamiche migratorie. Ha insegnato Scienza della politica all’Università del Piemonte Orientale e diretto il Centro interdipartimentale per il Volontariato e l’Impresa Sociale (CIVIS).
  • Enrico Calamai, ex diplomatico, detto “lo Schindler di Buenos Aires” per esser riuscito a mettere in salvo più di trecento perseguitati dal regime militare argentino, mentre era in a servizio al Consolato d’Italia durante i primi mesi del golpe militare di Videla.
09/12/2018 16:30
09/12/2018 19:00
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