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1 Ottobre 2020

«Passi di Pietra» e «Lib(e)ri in cammino»: un libro e una mostra all’Opera Barolo

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giovedì 1 Ottobre

«Passi di Pietra» e «Lib(e)ri in cammino»: un libro e una mostra, immagini di pietra tradotte in poesia e racconti scolpiti nella roccia che testimoniano le storie di chi è costretto a fuggire dalla propria terra. Il 26 settembre, vigilia della 106° Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, le sale affacciate sui giardini del Distretto sociale dell’Opera Barolo, in via Cottolengo, a Torino, hanno ospitato i racconti sospesi tra poesia e scultura di artisti provenienti da porti protesi su mari diversi del mondo.

«Per concludere l’attesa che ha preceduto la Giornata non abbiamo scelto una conferenza, ma un incontro in cui dialogare attraverso alcuni linguaggi dell’arte: è necessario parlare anche al cuore, oltre che alla ragione. L’altro va incontrato come si sta seduti a tavola insieme, confi dandosi reciprocamente», ha detto don Gianni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes. Ha aperto l’incontro la presentazione del libro per bambini «Passi di Pietra », con l’autrice, Margriet Ruurs, e la traduttrice dell’edizione italiana, Marina Schirone, collegate in sala dal Canada e dalla Gran Bretagna.

Edito dalla casa editrice La Meridiana, fondata a Molfetta nel 1987 in quel clima di impegno per la pace e per la nonviolenza ispirato dal «Vescovo con il grembiule» Antonio Bello, «Passi di Pietra» è stato indicato dal Papa come uno dei libri che diffondono con un linguaggio adatto ai bambini il suo Messaggio per la 106° Giornata del migrante e del rifugiato. La storia della piccola Rama e della sua famiglia, costretta a fuggire dalla Siria per via della guerra, è raccontata dalle parole dell’autrice e dalle immagini composte da ciottoli dell’artista siriano Nizar Ali Badr.

«Ho ricevuto messaggi da bambini di tutto il mondo. Alcuni ‘hanno letto’ nelle immagini di Nizar le storie passate e presenti, di guerra e di fuga, dei loro stessi Paesi», racconta l’autrice, che ha pubblicato il testo in versione bilingue, senza mai rinunciare alla sua traduzione araba.

Un omaggio alla cultura di Nizar Ali Badr, che ancora oggi raccoglie i suoi ciottoli sulle spiagge vicine al sito arche ologico di Ugarit. In quel porto, dove dall’incontro di culture diverse nacque uno degli alfabeti più antichi del mondo, dal 2011 cadono le bombe della Guerra siriana. In conclusione l’inaugurazione della mostra «Lib(e)ri in cammino», con letture in italiano, arabo e francese delle poesie di Imma Schiena, accostate all’esposizione fotografi ca delle sculture di Nizar Ali Badr e di Davide Caprioli, che intaglia le sue creazioni nella roccia bianca di Brindisi, a sua volta crocevia di emigrazione verso il Nord Italia e di immigrazione dalle rotte dell’Est Europa.

La mostra, che è anche raccolta nel libro «Parole in pietra. Sarà l’aurora», edito da Genesi, è ad ingresso gratuito e si può visitare fino all’11 ottobre in via Cottolengo 22 (orario: tutti i giorni 8.30-13 e 14-17; mercoledì fino alle 13; sabato e domenica chiuso).

(Chiara BACCAGLION da «La Voce E il Tempo» del 4 ottobre 2020)

01/10/2020 00:00
11/10/2020 00:00
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