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XXV Giornata della Vita Consacrata: incoraggiamento e invito all’impegno nonostante la pandemia

La ricorrenza celebrata a Torino il 7 febbraio 2021 alle 15.30 con la Messa in Duomo presieduta da mons. Nosiglia. Partecipazione solo su prenotazione entro il 29 gennaio
Suora in servizio in una mensa per persone indigenti (foto: Diocesi di Roma)
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Il 2 febbraio 2021, festa della Presentazione di Gesù al Tempio, si è celebrata la XXV Giornata della Vita Consacrata. Nella Basilica di San Pietro, alle 17.30, Papa Francesco presiederà una celebrazione eucaristica. Nella nostra diocesi la celebrazione è stata il 7 febbraio 2021 in Cattedrale alle 15.30, presieduta da mons. Nosiglia.

In considerazione dell’emergenza sanitaria a causa della pandemia, è stato possibile partecipare solamente su prenotazione. Ogni comunità di religiosi/religiose aveva diritto al massimo a due posti e ha dovuto prenotarli entro venerdì 29 gennaio 2021 scrivendo a religiosi@diocesi.torino.it. Vista l’attuale capienza della Cattedrale (circa 180 posti in sicurezza), si sono accettate in ordine di arrivo le prenotazioni fino al raggiungimento del numero permesso. A coloro la cui prenotazione è pervenuta nei termini di cui sopra è stato successivamente inviato un “pass” da presentare all’ingresso della cattedrale. In tal modo si sono evitati assembramenti o code al freddo.

In occasione della Giornata, la Congregazione per la Vita Consacrata aveva inviato una lettera a tutti i consacrati e le consacrate: un incoraggiamento e un invito all’impegno orante e pastorale nonostante il tempo complesso della pandemia. «Seguiamo da mesi le notizie che giungono dalle comunità delle diverse nazioni: parlano di smarrimento, di contagi, di morti, di difficoltà umane ed economiche, di istituti che diminuiscono, di paure… ma parlano anche di fedeltà provata dalla sofferenza, di coraggio, di testimonianza serena pur nel dolore o nell’incertezza, di condivisione di ogni affanno e di ogni ferita, di cura e vicinanza agli ultimi, di carità e di servizio a costo della vita. Non possiamo pronunciare tutti i vostri nomi, ma su ciascuno e ciascuna di voi chiediamo la benedizione del Signore affinché siate capaci di passare dall’‘io’ al ‘noi’, consapevoli ‘di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme’. Siate i samaritani di questi giorni, superando la tentazione di ripiegarsi e piangere su di sé, o di chiudere gli occhi dinanzi al dolore, alle sofferenze, alle povertà di tanti uomini e donne, di tanti popoli».

E nelle parole del prefetto card. João Braz De Aviz, il richiamo all’Enciclica Fratelli tutti, all’invito di Papa Francesco «ad agire insieme, a far rinascere in tutti ‘un’aspirazione mondiale alla fraternità’, a sognare insieme affinché di fronte a diversi modi attuali di eliminare o ignorare gli altri, siamo in grado di reagire con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale…’ (n. 6)». «Consacrate e consacrati negli Istituti religiosi, monastici, contemplativi, negli istituti secolari e nei nuovi istituti, membri dell’ordo virginum, eremiti, membri delle società di vita apostolica», prosegue la lettera, «a tutti voi chiediamo di mettere questa Enciclica al centro della vostra vita, formazione e missione. D’ora in poi non possiamo prescindere da questa verità: siamo tutti fratelli e sorelle, come del resto preghiamo, forse non con tanta consapevolezza, nel Padre nostro, perché ‘Senza un’apertura al Padre di tutti, non ci possono essere ragioni solide e stabili per l’appello alla fraternità’».

(Federica BELLO ne «La Voce E il Tempo» del 31 gennaio 2021)