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Accoglienza profughi: materiale informativo e indicazioni pratiche per i parroci

Disponibili qui le slides e il video proposti all'incontro di mercoledì 30 settembre 2015 al Santo Volto. Informazioni a cura dell''Ufficio per la Pastorale dei Migranti
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A seguito della lettera dell’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia, indirizzata alla Diocesi e ai cittadini relativa all’accoglienza di profughi, il Vicario Generale mons. Valter Danna e il direttore dell’Ufficio Pastorale Migranti, Sergio Durando, hanno proposto a parroci e confratelli un incontro mercoledì 30 settembre 2015 al Santo Volto rivolto a tutti coloro che sono interessati ad approfondire e confrontarsi sulle modalità operative dell’accoglienza.
 
All’incontro era presente Sergio Durando, che ha illustrato agli interessati l’organizzazione, i tempi e le modalità dell’accoglienza dei rifugiati, e ha delineato il ruolo fondamentale della rete di sostegno e del coinvolgimento della comunità per la buona riuscita dei percorsi di inserimento sociale dei beneficiari.
 
Qui al fondo in allegato le slides proiettate all’incontro e al seguente link il video di presentazione del “Rapporto 2015 sulla protezione internazionale in Italia”.

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Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato al riguardo su «La Voce del Popolo» del 20 settembre 2015:

Profughi, la risposta di famiglie e parrocchie
Oltre 70 famiglie, 30 parrocchie, 4 Unità pastorali, una decina di congregazioni e associazioni, reli-giose e non. Sono i primi numeri raccolti dalla Pastorale dei Migranti – ma certo non quelli definitivi – che fotografano la risposta generosa che la diocesi e la so-cietà civile sta ma-nifestando all’appello che il Papa e mons. Nosiglia hanno rivolto per l’accoglienza di quanti cercano un fu-turo migliore nel no-stro paese.
«Continuano le mail e le telefonate  – spiegano dall’Ufficio Migranti – da parte di chi si vorrebbe attivare per mettersi a disposizione e ac-cogliere singoli o famiglie. Una risposta che sta contagiando anche le realtà istituzionali, come alcuni Comuni della cintura, che ha mosso le coscienze e ha portato a rivolgersi a noi anche chi non frequenta gli ambienti ecclesiali. Una risposta che riguarda l’accoglienza ma non solo, perchè abbiamo associazioni come il Meic che si sono messe a disposizione per l’inserimento dei profughi nei corsi di italiano per stranieri che vengono tradi-zionalmente organiz-zati. Poi ci sono fa-miglie che si mettono insieme e si autotas-sano per pagare l’affitto di alloggi o parroci che mettono a disposizione locali…».
Una mobilitazione che fra qualche settimana si tradurrà nella accoglienza vera e propria. Nel frattempo, il 30 set-tembre presso la Curia (sala Perazzo) dalle 10 alle 12 presso la Sala Perazzo, in via val della Torre 3, riservato a tutti i parroci che sono interessati ad approfondire le moda-lità operative dell’accoglienza. All’incontro sarà presente il direttore dell’Ufficio Pastorale Migranti, Sergio Durando, che illu-strerà l’organizzazione, i tempi e le modalità dell’accoglienza dei rifugiati, e delineerà il ruolo fondamentale della rete di sostegno e del coinvolgimento della comunità per la buona riuscita dei percorsi di inserimento sociale dei beneficiari.
Per volesse dare la propria disponibilità all’accoglienza o per informazioni: 011.0196664; email: segreteri-a@upmtorino.it
Federica BELLO
(testo tratto da «La Voce del Popolo» del 20 settembre 2015)

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Riprendiamo ancora di seguito le prime indicazioni relative al progetto di accoglienza dei profughi presso enti religiosi e famiglie, pubblicate su “La Voce del Popolo” del 13 settembre 2015:

1) A essere ospitati potranno essere principalmente uomini soli (in generale con età tra i 20 e i 35 quindi giovani), ma anche: – coppie senza bambini – famiglie con bambini (poche) – donne sole – donne sole con bambini.

2) Esiste la possibilità che alcuni rifugiati oggi non siano inseriti in alcun progetto di accoglienza o che lo siano stati per un periodo senza però raggiungere l’autonomia. Si tratta delle persone più bisognose, escluse da qualsiasi aiuto istituzionale.

3) Per i criteri di abbinamento tra ospitante e ospitato, verranno valutate le singole situazioni, incrociando le caratteristiche/ esigenze di entrambe le parti.

4) Il periodo dell’accoglienza andrà da un minimo di 6 mesi a un massimo di 12 mesi. L’obiettivo del progetto è quello di utilizzare tale periodo per portare il rifugiato a una situazione di autonomia economica e abitativa. Al termine del progetto, nel caso non si fosse ancora raggiunto l’obiettivo, si valuteranno le possibilità.

5) La Pastorale Migranti (Upm) raccoglie le disponibilità da parte delle diverse realtà (Unità pastorali, parrocchie, famiglie, comunità religione e associazioni e movimenti laicali) e procederà nelle prossime settimane a ipotizzare l’assegnazione dei beneficiari agli ospitanti, non prima di aver incontrato gli interessati in sede Upm o in loco. Si terranno incontri per valutare la fattibilità, le modalità organizzative e i ruoli (Upm e ospitanti) nel momento in cui si attiverà l’inserimento. Per tutti gli aspetti formali sarà l’Upm ad attivare le convenzioni in modo da sollevare le realtà ospitanti.

Per informazioni: tel. 011.0196664; e-mail: segreteria@upmtotino.it

(Testo tratto da «La Voce del Popolo» del 13 settembre 2015)