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Caritas e Focsiv insieme contro la fame per sensibilizzare e raccogliere fondi

Fino a gennaio 2021 raccolta per finanziare progetti in Africa, Asia, America ed Europa dell'Est
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È partita l’8 luglio 2020 la campagna «Dacci oggi il nostro pane quotidiano» promossa da Caritas Italiana e Focsiv per aiutare i Paesi poveri che più soffrono l’impatto sociale ed economico della pandemia. Secondo i dati del Programma alimentare mondiale delle Nazioni unite, il Wfp, infatti almeno 135 milioni di persone sono oggi in condizioni di insicurezza alimentare acuta a causa delle misure di contenimento del Covid messe in atto nei vari Paesi. Lo scopo della campagna è duplice «sensibilizzare le comunità cristiane e raccogliere fondi per finanziare una settantina di progetti in Africa, Asia, America ed Europa dell’Est».

Sempre secondo il Wfp inoltre il numero delle persone affamate potrebbe rapidamente raddoppiare e con l’epidemia 1 miliardo e 600 mila bambini hanno smesso di andare a scuola e molti non vi torneranno. La partenza ufficiale della campagna ha avuto come data l’8 luglio, anniversario della visita di Papa Francesco a Lampedusa, richiamo forte al dramma della povertà di tanti migranti.

Per la campagna è stato predisposto un sito www.insiemepergliultimi.it da cui è possibile scaricare materiali informativi ed effettuare donazioni. Durerà 7 mesi, fino a gennaio 2021, un tempo lungo per una campagna «perché», spiegano i promotori, «si prevede che la pandemia e i bisogni a causa dell’impatto sociale ed economico dureranno a lungo. Inoltre alcuni Paesi che all’inizio non erano colpiti stanno avendo ora il picco di contagi, come il Guatemala e il Brasile in America Latina e l’India in Asia».

La destinazione degli aiuti ha richiesto una accurata selezione per individuare non solo le realtà più povere, ma anche quelle maggiormente gravate dall’effetto Covid dove oltre al problema sanitario si è aggiunto quello del cibo. «Le vicende legate al Covid 19 stanno avendo un effetto gravissimo sulla situazione della fame in tutto il pianeta», proseguono, «molti paesi del ‘sud globale’ si trovano in condizioni particolarmente vulnerabili.

La pandemia ha provocato la perdita del lavoro e la riduzione della capacità di acquisto di generi indispensabili per la vita quotidiana, l’accesso ai mercati viene ridotto per l’assenza di efficaci misure di controllo sanitario, i contadini e i commercianti locali sono costretti a ridurre la loro mobilità per rifornire i mercati…».

La campagna va anche a sostenere quei progetti di aiuto che erano già in atto attraverso le Caritas locali e le Ong della Focsiv e che il distanziamento sociale ha rallentato.

Federica BELLO da «La Voce E il Tempo» del 19 luglio 2020