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Commento martedì 18 marzo 2014

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Martedì 2ª settimana di Quaresima (Is 1,10.16-20 Sal 49 Mt 23,1-12)
 
«Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo» (Mt 23,11)
Una volta ho incontrato, in una terra dove la schiavitù è un ricordo ancora ben presente, alcune donne nere, anziane, che portavano ancora il foulard grigio delle schiave, che scende sulle guance ed è legato dietro la nuca: fazzoletto da lavoro più che ornamento. Negli anni del boom economico quante donne sono salite al nord per fare le serve! Adesso è il tempo delle extracomunitarie. Gesù mi chiede di essere servo e me ne dà l’esempio (Gv 13,14-15).
 
Che differenza c’è tra i due esempi di servitù? Gesù mi chiede di scegliere cosa fare del potere che ho nelle mie mani. Lo utilizzo per pavoneggiarmi, per spadroneggiare, oppure per aiutare i miei fratelli a crescere? La cultura di oggi mi porta ad utilizzare gli altri per aumentare il mio prestigio. Più sono importante, più ho gente al mio servizio. Gesù stravolge tutto: mi chiede di essere a servizio del regno. Mi dice anche che non avrò plausi né successo, ma che « riceverò al presente cento volte tanto, insieme a persecuzioni e, nel futuro, la vita eterna » (Mc 10,30).
 
Non è facile lasciare una cosa tangibile per una promessa. Ma Gesù non mi dà scampo. Cosa scelgo?