Don Giorgio Garrone nuovo Rettore del Seminario e don Simone Sassi alla guida della Propedeutica

Ne ha dato annuncio l’Arcivescovo mons. Roberto Repole giovedì 25 maggio 2023

Don Giorgio Garrone, 56 anni, parroco a Bra, è stato nominato Rettore del Seminario di Torino, la comunità che forma i sacerdoti della Diocesi. L’ha annunciato l’Arcivescovo mons. Roberto Repole giovedì 25 maggio 2023, esprimendo grande riconoscenza al Rettore uscente don Ferruccio Ceragioli, che guidava il Seminario dal 2014 e in precedenza aveva prestato servizio come Vicerettore, come Rettore del Seminario Minore e della comunità Propedeutica. L’Arcivescovo ha anche ringraziato per il suo lungo servizio il Vicerettore uscente don Antonio Sacco.

Don Giorgio Garrone, nuovo Rettore del Seminario di Torino

Don Garrone entrerà in servizio il prossimo 1° settembre, lasciando l’incarico a Bra. Originario di Villarbasse, nato il 29 agosto 1966, è stato ordinato sacerdote nel 1994 e ha un fratello prete, don Gilberto. In quasi trent’anni di ministero è stato parroco a Bra dal 2011 (Sant’Andrea e Sant’Antonino), parroco a Druento (2001-2011), viceparroco a Torino nella parrocchia Natività di Maria Vergine (1999-2001), viceparroco a Orbassano (1994-1999). È stato anche responsabile diocesano dell’associazione degli oratori Anspi e dell’associazione Noi Torino.

Don Simone Sassi, nuovo Rettore della Comunità Propedeutica

Sempre giovedì 25 maggio l’Arcivescovo ha annunciato la nomina del nuovo Rettore della Comunità Propedeutica, che forma i candidati all’ingresso in Seminario: ne assumerà la guida don Simone Sassi, 45 anni, viceparroco a Orbassano. Originario di Torino, nato il 2 novembre 1977, don Sassi si è formato nella Diocesi di Frosinone presso la Casa Emmanuel della Comunità Nuovi Orizzonti ed è diventato prete nel 2017. Sostituirà don Alessandro Marino, che ha guidato la Propedeutica dal 2015 e per questo lungo servizio è stato salutato con molta riconoscenza dall’Arcivescovo.

 

Qui di seguito riportiamo il testo di presentazione e saluto a firma di don Giorgio Garrone pubblicato su «La Voce E il Tempo» del 4 giugno 2023:

«Con trepidazione e in punta di piedi mi appresto a intraprendere questo nuovo incarico che l’Arcivescovo mi ha affidato. Conosco l’importanza e la centralità del Seminario nella vita della Diocesi, in particolare in questo frangente storico, in cui soffriamo, ormai da tempo, di una prolungata carenza di adesioni alla vocazione presbiterale. Conosco altrettanto bene le mie numerose insufficienze, unite alla stima e all’apprezzamento per il servizio svolto con esemplare dedizione, per circa un ventennio, da don Ferruccio e dai superiori che mi hanno preceduto in questo ministero.

Queste sono alcune delle ragioni che motivano la mia trepidazione e il senso di inadeguatezza, per un compito così alto e delicato. Mi conforta e mi incoraggia interpretare questo cambiamento come una nuova pagina da scrivere nella storia della mia relazione personale con il Signore Gesù e del mio servizio ministeriale nella nostra amata Chiesa di Torino.

Subito dopo aver accolto con riconoscenza la fiducia dimostratami dall’Arcivescovo nell’affidarmi questo incarico, ho avuto la grazia di potermi ritirare dagli impegni pastorali per una intensa settimana di esercizi spirituali personalmente guidati e di sentire, in quei giorni, il rinnovato invito del Signore a non avere paura, a seguire ancora una volta Lui e la Sua volontà: seguimi, segui Me, guardami, guarda Me. Sono queste le parole che ho avvertito risuonare dentro di me e sono queste le parole che vorrei testimoniare, vivendo con i seminaristi, da settembre in poi.

Per 29 anni, obbedendo agli incarichi che, di volta in volta, i nostri Arcivescovi mi hanno affidato, ho vissuto il ministero in parrocchia, come viceparroco e poi come parroco, prima nella amata Druento e poi ora nelle parrocchie di Bra, da cui mi preparo a congedarmi, in un misto di intenso dolore e profonda gratitudine. Questo fa sì che io non abbia alcuna competenza specifica, pur ritenendo il ministero in parrocchia il più completo ed esaustivo nella vita di un sacerdote diocesano.

Ciò che mi sento di portare, nel ruolo formativo che mi attende, è la gratitudine per questi 29 anni di ministero presbiterale: il Signore mi ha donato, attraverso questa vocazione, una vita bellissima, che mai sarei stato capace di realizzare con le mie idee e con le mie forze. Una vita bellissima, difficile e impegnativa, in alcuni tratti impervia, così tanto da dover constatare di persona, con l’esempio della Vergine di Nazareth, che davvero nulla è impossibile a Dio.

Il centuplo, promesso a chi lascia i suoi beni e il suo bene, è ampiamente accordato già qui, insieme con la necessaria lotta da sostenere, una volta che, messo mano all’aratro, non è più consentito volgersi indietro».

don Giorgio GARRONE su «La Voce E il Tempo» del 4 giugno 2023

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