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22 Febbraio 2021

Messaggio di mons. Nosiglia alla Diocesi per la Quaresima: fraternità e carità al centro del cammino

Nella lettera dell’Arcivescovo del 17 febbraio 2021 «un particolare incoraggiamento alle famiglie»
Mons. Nosiglia: Le famiglie “sono il grembo nel quale le nuove generazioni crescono in umanità ed imparano a vivere nella condivisione e nella solidarietà”
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Riportiamo di seguito e in allegato il testo del Messaggio alla Diocesi dell’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, mons. Cesare Nosiglia, per la Quaresima 2021.

 

«Cari fratelli e sorelle,

all’inizio del tempo quaresimale sentiamo risuonare con forza le parole del profeta: «È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica? Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?» (Is 58, 5-7). Sono parole che ci invitano ad un rinnovato rapporto d’amicizia con il Signore, attraverso un più intenso rapporto di solidarietà con i nostri fratelli.

Conoscendo la generosità con la quale vi siete sempre distinti, desidero anzitutto ringraziare con voi il Signore per quanto di bene ha seminato nel cuore di ognuno e attraverso di voi nel mondo. Il fascicolo che ogni anno viene offerto alle comunità e alle famiglie, frutto di una stretta collaborazione tra vari uffici delle due diocesi, è uno strumento di riflessione e di operatività molto concreta, che apre il cuore verso le missioni nella Chiesa universale, oltre che verso i poveri e i bisognosi delle nostre comunità.

Desidero pertanto incoraggiare tutti e ciascuno, affinché questo impegno di fraternità e carità trovi nel cammino quaresimale nuovo slancio, forza ed incoraggiamento. L’apostolo Paolo, in occasione della colletta per la Chiesa di Gerusalemme, che si trovava in grandi ristrettezze economiche, esortava così i cristiani di Corinto: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2Cor 8,9).

Nella condivisione e nella solidarietà, nell’aiuto fraterno nei confronti dei più poveri, noi apprendiamo la vera ricchezza della vita, che consiste nell’andare al cuore della nostra umanità e nello scoprire sul volto dell’altro, vicino o lontano, un fratello e sorella. Mentre doniamo, veniamo a nostra volta arricchiti, resi partecipi della ricchezza del Figlio di Dio che per noi si è fatto povero e ultimo e ci ha insegnato a servirlo mediante uno scambio di amore dato e ricevuto.

In quest’anno, poi, che il Papa ha voluto dedicare a San Giuseppe, troviamo incoraggiamento e nuovo vigore nel seguire l’esempio del padre putativo di Gesù, sposo di Maria Vergine, patrono della Chiesa e protettore dei lavoratori e dei moribondi. La sua vita è tutta un cammino di conversione alla volontà di Dio, che gli chiedeva fede e obbedienza alla sua volontà, accolta sempre nel silenzio della parola e nell’accoglienza fedele nel cuore e nella vita. San Giuseppe custodisca integra e forte la nostra fede nell’accogliere quanto il Signore ci suggerirà in questa Quaresima e ci chiederà per compiere fino in fondo il nostro dovere di discepoli-missionari del suo Vangelo.

Quest’anno desidero rivolgere un particolare incoraggiamento alle famiglie. Esse sono il grembo nel quale le nuove generazioni crescono in umanità ed imparano a vivere nella condivisione e nella solidarietà. Sono la prima scuola, fatta di piccoli gesti e scelte quotidiane, che fanno incontrare nella fede Gesù e lo amano nei poveri.

Cari genitori, mettete in atto quella fantasia educativa nella quale siete maestri e della quale i vostri figli hanno bisogno per crescere in umanità e scoprire la “ricchezza” che racchiude la scelta di seguire il Signore sulla via del dono gratuito di sé. Vi assicuro che in questo cammino vi sarò a fianco con tutto il mio sostegno ed il ricordo nella preghiera di ogni giorno.

Benedico tutti di cuore ed auguro ad ogni comunità cristiana della diocesi un cammino di fede e carità, per una Quaresima di vera conversione ed una Pasqua di resurrezione.

Mons. Cesare Nosiglia vescovo, padre e amico

Torino, 17 febbraio 2021»