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«Oggi è già storia»: incontro per il 160° anniversario dell’Unità d’Italia

Mercoledì 17 marzo 2021 in streaming dal Museo nazionale del Risorgimento italiano. L’intervento di mons. Nosiglia
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Sono passati 160 anni da quando a Torino, nell’aula provvisoria costruita nel cortile di Palazzo Carignano venne proclamato il Regno d’Italia. Una storia emozionante che il Museo Nazionale del Risorgimento racconta tutti i giorni. Giusto dunque celebrare questo anniversario anche nel momento difficile che si sta vivendo e che rende ancora più urgente la necessità di unità attorno ai valori costituzionali di partecipazione e di cittadinanza attiva.

Nasce da queste riflessioni «Oggi è già storia!», l’incontro in programma mercoledì 17 marzo 2021 alle ore 11, che a causa delle nuove restrizioni dovute all’emergenza sanitaria è stato proposto in diretta streaming dalla Camera del Parlamento Italiano. Vi hanno preso parte in video-collegamento il Ministro della Cultura Dario Franceschini e anche l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia (testo dell’intervento in allegato).

Sostenuto dal Consiglio regionale del Piemonte e dalla Città di Torino, l’evento vuole celebrare in particolare quell’Italia e quei cittadini che oggi, come centosessanta anni fa, sanno spendere la propria vita per una giusta causa. Persone che con il loro impegno e la loro azione sostengono il nostro Paese: i volontari e quanti operano nel terzo settore. Un mondo con cui anche le istituzioni culturali devono dialogare per la costruzione di un vero Welfare Culturale.

“Mai ricorrenza come quella del 17 marzo, giorno dell’Unità, pare più opportuna oggi – dichiara Mauro Caliendo, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento – Un anno di difficoltà che ha accomunato tutto il mondo e che ha dato esempi di altruismo emozionanti e di rinnovata capacità di lavoro comune senza distinzione di nazionalità, in cui il mondo del terzo settore ha ricoperto un ruolo fondamentale. Il “nostro” 17 marzo sarà anche questo. Una giornata di riflessione e di testimonianza del cammino nelle conquiste sociali e del volontariato con la voce di alcuni dei suoi protagonisti”.

Dopo i saluti istituzionali, hanno portato la loro testimonianza anche quattro protagonisti del mondo del volontariato torinese, tra cui Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, e suor Giuliana Galli, presidente della Fondazione Mamre.

Ci sono state poi Barbara Spezini, direttrice dell’Associazione Articolo 10, e Maria Chiara Guerra, responsabile dei progetti Atelier Héritage e Next-Land, due realtà con le quali il Museo Nazionale del Risorgimento ha realizzato importanti sinergie, in coerenza con la scelta che ha compiuto da tempo: promuovere la cultura come strumento vero di inclusione.

Sono seguiti gli interventi di Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo, e Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione CRT.

La riflessione sul tema della partecipazione e della cittadinanza attiva è stata affidata alla professoressa Annamaria Poggi, docente di Diritto Costituzionale dell’Università di Torino. Le conclusioni sono state affidate al Ministro della Cultura Dario Franceschini.

L’incontro si è chiuso con il filmato degli allievi del Liceo Classico Musicale Cavour di Torino che in streaming hanno eseguito “Il canto degli Italiani”. Intervenuta anche l’attrice Elena Ruzza, dell’Associazione Terra Terra.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con il CCW-Cultural Welfare Centre.

A causa delle nuove restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, l’incontro è stato trasmesso in diretta streaming sul sito www.museorisorgimentotorino.it e sulla pagina Facebook @MuseoRisorgimentoTorino.

 

Il nuovo logo del museo, creato dagli studenti dello IED

In occasione delle celebrazioni per i 160 anni dell’Unità d’Italia il Museo Nazionale del Risorgimento si presenta con un nuovo logo e una nuova immagine, per dare un segnale forte di quanto i temi che hanno portato all’Unità nazionale siano tutt’oggi estremamente attuali.  Un’identità rinnovata per cogliere le nuove sfide che oggi il Museo è chiamato ad affrontare: utilizzare gli strumenti che la Storia mette a disposizione per comprendere il passato e saper leggere il presente, misurandosi con uno scenario internazionale ed entrando in relazione con le generazioni più giovani attraverso linguaggi contemporanei.