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Mons. Nosiglia su ex Embraco: un fallimento che tocca tutti

Commento dell’Arcivescovo di Torino alla notizia della sentenza del 23 luglio 2020
L’Arcivescovo Nosiglia ai cancelli dell’ex Embraco di Riva presso Chieri con i lavoratori, 3 dicembre 2019 (foto: Andrea Pellegrini_LaVoceEilTempo)
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Giovedì 23 luglio 2020 il Tribunale di Torino ha decretato il fallimento della Ventures, la società che ha rilevato la ex Embraco. Il progetto di Ventures era stato selezionato dal ministero dello Sviluppo Economico per reindustrializzare lo stabilimento di Riva di Chieri della Embraco, all’epoca del gruppo Whirlpool che nel gennaio 2018 aveva deciso di chiudere la fabbrica e di licenziare 517 lavoratori. A marzo 2018 era stato firmato l’accordo al Mese. Il passaggio a Ventures, avvenuto a luglio 2018, prevedeva il rientro di quasi tutta la forza lavoro con un centinaio di uscite incentivate. Il fondo di 4 milioni, messo a disposizione di Ventures da Whirlpool per la reindustrializzazione e l’avvio della produzione, è stato utilizzato in modo illecito – secondo la Procura – dai dirigenti dell’azienda. Da settembre 2019 è ripartita la mobilitazione dei lavoratori, con scioperi e manifestazioni. La vicenda è stata portata a Roma, in Vaticano e a Bruxelles. (ANSA).

Di seguito il commento dell’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, mons. Cesare Nosiglia.

«Sono gli operai e le loro famiglie, oltre che l’intero territorio chierese, a pagare – ancora una volta – le conseguenze tragiche della vicenda ex Embraco, oggi ancora più grave dopo la decretazione del fallimento della Ventures.

È a nome dei dipendenti e dei familiari che rivolgo il mio appello a chi ha il compito e il dovere di affrontare e seguire passo passo l’evolversi delle vicende che riguardano il lavoro e i lavoratori.

Mi riferisco in primo luogo al signor Ministro dello Sviluppo Economico che invito a prendere in mano direttamente e in prima persona questa vicenda; e mi rivolgo anche alla Regione Piemonte, alle altre istituzioni coinvolte affinché si cerchino e si trovino soluzioni per restituire sicurezza e serenità a chi, senza nessuna colpa, sta subendo i disagi più gravi.

Come già ho chiesto a suo tempo, mi appello a tutti i parlamentari piemontesi, di qualsiasi partito, perché siano pronti ad appoggiare, con solerzia e impegno, quanto verrà promosso al riguardo. Non si tratta, in questa vicenda, di incassare un qualche successo per la propria parte politica: ma piuttosto di dimostrare che si è capaci di unire le forze e affrontare insieme problemi così gravi e urgenti che feriscono l’intero territorio. Altrimenti si sta offrendo alla pubblica opinione il segnale preoccupante che istituzioni e rappresentanti del popolo mancano degli strumenti necessari… Invece è il momento di ribadire con forza che soltanto lavorando insieme si potrà attivare quella solidarietà necessaria a favorire una soluzione possibile.

Mi rivolgo anche agli imprenditori del nostro territorio: chiedo a tutti uno sforzo di creatività e responsabilità nell’immaginare le possibili strade per investire in progetti per il futuro dell’intera area metropolitana torinese, partendo da questa vicenda che rappresenta una ferita per tutti noi.

La Chiesa di Torino non cesserà di seguire la vicenda stando vicina e lottando a fianco delle componenti più deboli quali sono gli operai e le loro famiglie, perché continuino a sperare. Per noi si tratta anche di rivendicare il principio che un diritto così fondamentale quale è il lavoro sia non solo promesso, ma attuato concretamente soprattutto nelle situazioni più complesse e difficili come questa dell’ex Embraco.

+ Cesare Nosiglia

Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa»