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Mons. Nosiglia su Mahle ed ex Embraco: perseverare e non scoraggiarsi

Comunicato del 31 luglio 2020 dell’arcivescovo riguardo agli aggiornamenti sulle due crisi aziendali
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Pubblichiamo di seguito il comunicato del 31 luglio 2020 dell’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, riguardo agli ultimi aggiornamenti sulle crisi aziendali della Mahle e della ex Embraco.

«Anch’io mi auguro che la soluzione avviata per la Mahle giunga in porto; giustamente l’accordo è salutato con soddisfazione da parte delle Istituzioni che si sono prodigate, insieme ai sindacati, per questo importante risultato. Io desidero però ringraziare in modo particolare gli operai e le loro famiglie che hanno sostenuto una situazione difficile mantenendo sempre la determinazione di lottare uniti, e di “credere” in una soluzione, che è poi arrivata, grazie anche al sostegno concreto della Diocesi e della comunità cristiana locale.

Questi lavoratori, con le loro famiglie, ci insegnano che la determinazione, la perseveranza sono “qualità” importantissime nella ricerca di soluzioni autentiche ai problemi che il mondo del lavoro oggi pone.

Il risultato raggiunto alla Mahle fa ben sperare anche per un’altra azienda, la ex Embraco: anche se la situazione appare molto più complessa, ma non impossibile. Invito pertanto gli operai e le loro famiglie a non scoraggiarsi e a continuare a lottare con l’impegno di tutti come li ha invitati a fare anche papa Francesco nell’incontro avuto a Piazza San Pietro.

Occorre però che le Istituzioni, dal Governo nazionale alla Regione e alla Città metropolitana, mettano in campo tutte le loro potenzialità per rendere concreto un compito per cui si sono impegnati da tempo senza avere ancora conseguito il risultato sperato. In diverse occasioni sul caso ex Embraco ho chiesto di dare vita a un tavolo apposito di incontro che coinvolgesse tutte le principali realtà del mondo del lavoro del nostro territorio. Mi auguro ora che questo momento di confronto e coordinamento possa realizzarsi al più presto.

Ringrazio quei parlamentari che, accogliendo il mio appello, hanno preso a cuore la situazione dell’ex Embraco. Ritengo comunque che a questo punto il problema debba e possa essere preso in considerazione direttamente dal Presidente del Consiglio, al quale mi permetto di chiedere anzitutto di prorogare – malgrado la sentenza di fallimento – la cassa integrazione per i lavoratori e di ricevere un gruppo di sindacalisti e operai perché possano illustrargli il loro punto di vista e le proposte da perseguire per risolvere la questione. le spese del viaggio saranno sostenute dalla Diocesi.

Insomma: credo fermamente che non dobbiamo abbandonare la fiducia in uno sbocco positivo come è accaduto per la Mahle. Dobbiamo però operare tutti uniti e con speranza, ciascuno secondo le proprie competenze e possibilità. Nella Messa che ho celebrato davanti allo stabilimento a Natale scorso abbiamo chiesto al Signore di aiutarci e sono certo che malgrado tanti segnali contrari lui c’è e non mancherà di donarci il suo sostegno… ma resta comunque vero il proverbio popolare: “Aiutati che il ciel di aiuta”».