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18 Giugno 2021

Ottobre 2021: con il Sinodo al via tre anni di ascolto

Le consultazioni in tre fasi - diocesana, continentale, universale - culmineranno nell’assemblea dell’ottobre 2023 a Roma
(foto: SIR)
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Cambiano profondamente le modalità del Sinodo dei vescovi. Papa Francesco, in data 24 aprile 2021, ha approvato un nuovo itinerario sinodale per la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (inizialmente prevista per ottobre 2022); sul tema: «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione». Nell’ottobre 2021 il Papa inaugurerà un cammino di tre anni articolato in tre fasi – diocesana, continentale, universale – con consultazioni che culmineranno nell’assemblea dell’ottobre 2023 a Roma.

«L’uno in ascolto degli altri e tutti in ascolto dello Spirito Santo» – Per rendere concreta e visibile la sinodalità, il prossimo evento non si celebrerà solo in Vaticano, ma in ciascuna Chiesa particolare seguendo un itinerario triennale in tre fasi fatto di ascolto, discernimento, consultazione di laici e sacerdoti, religiosi e suore, vescovi e cardinali, ognuno con il suo ruolo e le sue istanze. Afferma il documento della segreteria del Sinodo: «Un processo sinodale integrale si realizza solo se si coinvolgono le Chiese particolari con gli organismi intermedi, cioè i Sinodi delle Chiese orientali, i consigli e le assemblee delle Chiese sui iuris e le Conferenze episcopali a livello nazionale, regionale e continentale».

Per la prima volta un Sinodo decentrato – Paolo VI, rispondendo alla richiesta del Vaticano II (1962-65), tre settimane prima della conclusione del Concilio (15 novembre 1965) fa leggere in aula il motu proprio «Apostolica sollicitudo» (15 settembre 1965), che segna l’istituzione del Sinodo. Cinquant’anni dopo (ottobre 2015) Papa Bergoglio parla di «cammino comune di laici, pastori, vescovo di Roma, con il potenziamento dell’assemblea e una salutare decentralizzazione». L’apertura sarà in Vaticano (9-10 ottobre 2021) e in ciascuna Chiesa. Seguiranno le tre fasi diocesana, continentale, universale.

Fase diocesana: consultazione del popolo di Dio – Seguendo lo stesso schema, le Chiese particolari iniziano il cammino domenica 17 ottobre 2021: «L’obiettivo è la consultazione del popolo di Dio affinché il processo sinodale si realizzi nell’ascolto della totalità dei battezzati». Per facilitare la partecipazione, la segreteria invierà un testo, un questionario e un vademecum. Lo stesso avverrà con i dicasteri di Curia, le unioni di superiori e superiore maggiori, le federazioni di vita consacrata, i movimenti laicali, le università e facoltà di Teologia. Ogni Vescovo, prima dell’ottobre 2021, nomina un responsabile diocesano come punto di riferimento e collegamento con la Conferenza episcopale che, a sua volta, nomina un responsabile o un gruppo come referente.

Il discernimento dei pastori – I vescovi, riuniti in assemblea, aprono un periodo di discernimento «per ascoltare ciò che lo Spirito ha suscitato nelle Chiese» e fare sintesi dei contributi, da inviare alla segreteria del Sinodo (aprile 2022). Così i contributi di dicasteri, università, federazioni, movimenti. Su questo la segreteria generale stila l’Instrumentum laboris (settembre 2022) che sarà inviato alle diocesi e servirà da traccia per l’assemblea.

Fase continentale: dialogo e discernimento – Inizia la seconda fase sino al marzo 2023. La finalità è dialogare a livello continentale sull’ Instrumentum e compiere «un ulteriore discernimento alla luce delle particolarità di ogni continente». Ogni riunione continentale degli episcopati nomina (settembre 2022), un responsabile e referente. Le assemblee continentali redigono un documento, da inviare (marzo 2023) alla segreteria del Sinodo per un secondo Instrumentum laboris (giugno 2023).

Fase universale: i Vescovi a Roma – Questo lungo percorso, «esercizio della collegialità entro l’esercizio della sinodalità», culmina nell’ottobre 2023 con il Sinodo a Roma, secondo le procedure della costituzione bergogliana «Episcopalis communio» (15 settembre 2018). Spiega il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo: «La prima e più grande novità è la trasformazione del Sinodo da evento in processo. Mentre prima il Sinodo si esauriva nell’assemblea, ora ogni Sinodo si sviluppa secondo fasi successive: preparatoria, celebrativa, attuativa. Il Papa insiste sull’ascolto del sensus fidei del popolo di Dio, uno dei temi forti del pontificato. Non si tratta di democrazia o di populismo: la Chiesa è popolo di Dio che, per il Battesimo, è soggetto attivo della vita e della missione della Chiesa».

A una prima lettura si tratta di un procedimento complesso e lungo, molto articolato: servirà tempo per metterlo in pratica. Le difficoltà sono peggiorate dall’attuale situazione: il mondo, Chiesa compresa, sta uscendo da un biennio molto difficile di pandemia. Parrocchie e diocesi faticano molto per riprendere un ritmo pastorale accettabile. Si pensi alla catechesi dei bambini, dei ragazzi e dei giovani; si pensi alla ripresa di Messe, battesimi, cresime, matrimoni e funerali in presenza.

Pier Giuseppe ACCORNERO da «La Voce E il Tempo» del 30 maggio 2021