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«Pranzo a mille, cuochi di speranza», iniziativa di Banco Alimentare del Piemonte in modalità delivery

Domenica 11 aprile 2021 coinvolti 28 ristoranti cittadini per offrire un pranzo alle persone indigenti. Partecipa anche mons. Nosiglia
Mons. Nosiglia con i volontari Caritas a Settimo, 28 febbraio 2021
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Una grande brigata di cucina con decine di cuochi torinesi si è messa ai fornelli l’11 aprile 2021 per offrire un pranzo domenicale di gioia e speranza a 1000 persone indigenti. Saranno coinvolti 28 ristoranti, oltre 30 chef, di cui ben 10 stellati, 250 volontari, molti dei quali in versione rider per le consegne, 250 box (contenenti ognuno 4 pasti completi, costituiti da 3 portate), da donare ad altrettante famiglie in difficoltà. Per un totale di 1000 pasti. E ancora: 14 aziende di produzione del cioccolato, tra cui 8 Maestri del Gusto, 1 panificatore Maestro del gusto, i sommelier dell’Ais, il Consorzio delle Doc Freisa di Chieri e Collina Torinese e 5 cantine vinicole dal Piemonte e dal Friuli Venezia Giulia hanno offerto i loro prodotti per rendere più lieta la giornata di festa.

Questi i numeri del «Pranzo a mille». È una versione in delivery della tradizionale cena stellata (Cena a mille), che il Banco Alimentare del Piemonte, con l’aiuto di chef, donazioni di aziende generose e tanti volontari ha organizzato a Torino in cinque precedenti edizioni. Quest’anno, adattandosi a tempi così difficili, la solidarietà si è dovuta reinventare, per non fermarsi.

Merito anche della speciale partecipazione di chi il mondo del food lo conosce bene, come Clara e Gigi Padovani e altri amici del Banco Alimentare del Piemonte, che hanno messo a disposizione tutta la loro esperienza, coinvolgendo non solo alcuni degli chef che avevano partecipato alle precedenti edizioni, ma anche molti volti nuovi, che hanno accettato con grandissimo entusiasmo. Il settore della ristorazione, che ha subìto più di altri le conseguenze della pandemia da Covid-19, ha domostrato una grande voglia di ricominciare, anche con questa iniziativa a favore delle fasce più deboli della città.

Ognuno dei 28 ristoranti coinvolti ha preparato circa 40 pasti composti da primo, secondo e un dessert, cucinati in modo da offrire l’eleganza e il gusto di un pranzo al ristorante e con ingredienti rispettosi delle diverse culture. Le preparazioni sono state poi distribuite alle famiglie, individuate in modo rigoroso con la collaborazione di oltre 500 associazioni caritatevoli di Torino e provincia, che cooperano sul territorio con il Banco Alimentare.

Insieme con il box del pranzo, i volontari di Banco Alimentare del Piemonte hanno distribuito alle famiglie una borsa con alcune golosità. A partire dal caffè, come ogni fine pasto che si rispetti, donato grazie alla generosità di Lavazza, partner storico dell’iniziativa, che anche questa volta non ha voluto mancare. E poi ancora grissini, ovetti di cioccolato o gianduiotti, una bottiglia di vino, una piantina di fiori, una tovaglietta per il centro tavola e… un libro, perché non si vive di solo pane.

Anche l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, verso le 13 ha consegnato i pacchi-viveri  assieme a Caritas diocesana a 5 famiglie in via Carrera 55, in zona Parella a Torino. FOTOGALLERY

Una domenica diversa, per dare un segno concreto di vicinanza a chi fatica a mantenere la speranza in un domani migliore. Per far sentire alle persone il sostegno del Banco Alimentare, proprio con la condivisione del cibo. Non solo quello che il Banco raccoglie e distribuisce ogni giorno, ma quello di un pasto studiato, creato e cucinato proprio per loro.

Una grande festa a distanza, per ricordare ancora una volta che la solidarietà non si ferma.

In allegato il comunicato con altri dettagli dell’iniziativa.