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24 Novembre 2021

Si sdoppia l’incontro europeo di Taizé a Torino: PROGRAMMA di dicembre

Comunicato di mons. Nosiglia di sabato 27 novembre 2021. Due tappe a dicembre 2021 e luglio 2022
Giovani a un incontro europeo della comunità di Taizè (foto di repertorio)
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Come è stato annunciato (vedere a fondo pagina), con la ripresa della pandemia e le nuove restrizioni legate alla prevenzione dal contagio, non sarà possibile vivere a Torino l’Incontro Europeo dei giovani della Comunità di Taizé come lo si era immaginato. È una vera sofferenza non poter accogliere alla fine dell’anno coloro che avevano già organizzato il loro viaggio a Torino, considerato il grande segno di partecipazione, se già ad un mese dall’incontro erano già 5000 gli iscritti. Ringraziamo le Chiese e gli abitanti di Torino, soprattutto i parroci, le parrocchie e gli Oratori, per tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi.

Quest’anno, eccezionalmente, l’Incontro Europeo si svolgerà in due fasi successive.

Fra il 28 dicembre 2021 e il 1° gennaio 2022, avrà luogo un incontro in streaming da Taizé e da Torino ma – per i torinesi e i piemontesi – sarà possibile partecipare in presenza, conn l’Arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia, frère Alois e con alcuni Frères e di Taizé.

Poi, dal 7 al 10 luglio 2022, le Chiese di Torino invitano i giovani europei a venire numerosi a questa nuova tappa del pellegrinaggio di fiducia sulla terra. I partecipanti saranno alloggiati in famiglie e parrocchie della zona, e si incontreranno per preghiere, tempi di scambio e workshops, tra i quali la possibilità di pregare davanti alla Santa Sindone. I giovani che lo desiderano potranno fermarsi qualche giorno a Taizé sulla strada per Torino o dopo l’incontro sulla via del ritorno.

È stato anche pubblicato il programma per le proposte in presenza a Torino, dal 29 al 31 dicembre 2021. Le preghiere saranno aperte a tutti, mentre i gruppi di confronto e i workshops sono rivolti a quanti hanno tra i 16 ed i 35 anni d’età.

Mercoledì 29/12/2021

  • 20.30: preghiera della sera (con la presenza di Frère Alois)

Giovedì 30/12/2021

  • 9.00: accoglienza.
  • 9.30: preghiera del mattino. A seguire: introduzione biblica, scambio in piccoli gruppi.
  • 12.30: preghiera comune (con una breve lettura biblica, canti meditativi e un tempo di silenzio) Pranzo libero
  • 15.15: Workshop: È possibile dare tutta la tua esistenza per Dio e gli altri? “Ero straniero e mi avete accolto”: essere solidali con il mondo dei migranti.
  • 17.30: Workshop: È possibile dare tutta la tua esistenza per Dio e gli altri? Agire insieme per prendersi cura della nostra casa comune.
  • Cena libera
  • 20.30: preghiera della sera (con la presenza di Frère Alois)

Venerdi 31/12/2021

  • 22.30: ritrovo presso l’Arsenale della Pace di Torino e marcia della Pace con il SERMIG
  • 23.15: arrivo della marcia presso la parrocchia di Maria Regina della Pace (corso Giulio Cesare 80, Torino) e preghiera per la pace animata dai Frères di Taizé (fino alle 24).

La partecipazione a tutte le proposte del programma richiede l’iscrizione online sul sito www.taizetorino.it.

Don Luca Ramello

Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei Giovani e dei ragazzi

 

Qui sotto il videoplayer dell’annuncio congiunto di fine novembre 2021:

Di seguito il comunicato di sabato 27 novembre dell’arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, mons. Cesare Nosiglia:

«Ancora una volta l’incontro europeo di Taizé a Torino deve essere rinviato. La Comunità ecumenica, insieme con la diocesi e la Commissione subalpina delle Chiese spiegano bene le ragioni, gravi, che impongono quest’altro rinvio.

Ma io credo di dover offrire qualche altra parola, che va oltre la ragionevolezza e il legittimo rammarico.

Una prima parola è: grazie. Grazie a quei giovani d’Europa che avevano già accolto il nostro invito, e che non erano pochi: 4500 iscrizioni a oggi indicano l’attesa e la speranza che si erano indirizzate su questo incontro. Altri se ne sarebbero aggiunti in dicembre. Per tutti i giovani l’appuntamento è rinviato, al prossimo luglio. E, da anziano, vorrei dire ai giovani di non patire troppo questa attesa mancata: il tempo è dalla vostra parte!

Grazie poi alle istituzioni piemontesi (Comune, Regione: ma anche forze dell’ordine, volontari, associazioni, imprese) che hanno contribuito finora alla preparazione del progetto, e che – mi auguro – continueranno a essere con noi con la stessa generosa disponibilità.

Grazie ai preti, alle parrocchie e alle famiglie, pronti a gettarsi in una “avventura dell’accoglienza” che è impegnativa e non solo sul piano organizzativo.

Accogliere è la seconda parola. Accogliere qualcuno nella propria casa significa accoglierlo nella propria vita. E questo dell’accoglienza è, in realtà, un esercizio che la nostra Chiesa già compie, e con risultati grandiosi. Quando accogliamo gli stranieri, le donne in difficoltà, i malati, i profughi…

La storia della nostra salvezza è intrisa nell’accoglienza – e come potrebbe essere diversamente? Abramo accoglie gli sconosciuti nella sua tenda, fedele a una promessa che non ha nulla di ragionevole (e tanto meno di scientifico). Il Signore Gesù rivela che nelle sette opere di misericordia trova salvezza anche chi non sapeva di cercarla.

La terza parola è prova. In questo rinvio dell’incontro la cosa più importante da capire è che noi, in prima persona, siamo messi alla prova. Noi che abbiamo lavorato tanto per preparare questi giorni; noi che ci aspettiamo, dal raduno di tanti giovani intorno alla ricerca di Cristo un segnale forte di speranza e di gioia; noi che ci ritroviamo obbligati a vivere situazioni che non vogliamo, che nessuno vorrebbe. Dove invece dell’incontro e dell’abbraccio siamo costretti nel sospetto e in un clima sempre più difficile di esclusione. Noi, infine, che sappiamo che i giovani sono il nostro futuro, e che non possiamo non scommettere su di loro.

Le ragioni della prova, nella prospettiva della fede, appartengono a Dio, e non a noi. Ma tocca a noi l’intelligenza per comprendere il segnale che ci viene lanciato e la pazienza per rivedere il nostro atteggiamento. Tocca a noi, infine, la preghiera, universale via maestra della fede. Ed è quello che continueremo a fare, in attesa dell’incontro di luglio.

Mons. Cesare Nosiglia

Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa»